Quando arriva la bolletta dell’energia elettrica, molti italiani si ritrovano ancora una volta immersi nella questione del canone tv. Aprendo la fattura, capita di scoprire un addebito che – paradossalmente – arriva anche a chi il televisore non ce l’ha, a meno che non si invii in tempo una dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate. Un obbligo fiscale che riguarda milioni di contribuenti, e che spesso si manifesta solo al momento del pagamento, mettendo in crisi parecchie famiglie.
Da segnare bene: il 2 febbraio è la scadenza per assicurarsi di non ritrovarsi, per tutto l’anno, il canone aggiunto direttamente in bolletta. Se non si possiede un apparecchio tv, bisogna farlo sapere alla pubblica amministrazione, altrimenti si rischia un addebito automatico e annuale, volente o nolente.
Il dettaglio ha il suo peso, specie considerando l’anno che verrà: tanti utenti, infatti, non sempre sanno come funziona la procedura o cosa succede se non si rispetta la scadenza. Un tema significativo, specie nelle grandi città dove convivenze multiple e utenze condivise rendono più complicato capire chi paga cosa.
I termini per evitare l’addebito nella bolletta
Si parla di scadenza standard al 31 gennaio, ma ecco la nota: se capita in un weekend o un giorno festivo, si sposta al primo giorno lavorativo disponibile. Quest’anno tocca al 2 febbraio. Mancare quel termine significa vedersi il canone tv incluso in bolletta per tutto il 2026, senza appello.

Chi si muove un po’ in ritardo ma entro il 30 giugno ottiene un esonero parziale: quindi si paga solo per la prima metà dell’anno. Curioso anche il caso dei nuovi contratti residenziali: chi attiva una nuova utenza elettrica deve comunicare entro fine del mese successivo per evitare l’addebito immediato. Altrimenti, paga subito il canone.
Nelle città – soprattutto dove la convivenza è la norma – è facile perdere il conto degli addebiti e delle utenze. Capita spesso confusione, che rende ancora più necessaria una verifica attenta delle dichiarazioni e delle utenze attive, così da non pagare due volte o senza motivo.
Come funziona la procedura e chi può richiedere l’esonero
La richiesta di esenzione dal canone tv richiede attenzione ai dettagli: la regola base è che in nessuna casa collegata all’intestatario della bolletta elettrica, né in quelle dei familiari conviventi, sia presente un televisore. Serve certificare questa situazione compilando il quadro A della dichiarazione, da inviare entro i termini stabiliti.
La dichiarazione si può inviare online, accedendo al portale dell’Agenzia delle Entrate tramite area riservata, oppure via intermediari autorizzati tipo Caf o consulenti abilitati. Chi preferisce, può anche spedire il modulo tramite posta elettronica certificata (Pec) con firma digitale, o mandare il tutto per raccomandata senza busta, allegando un documento d’identità valido.
Un aspetto spesso dimenticato riguarda gli eredi. Se l’utenza è intestata a una persona deceduta ma è ancora attiva, gli eredi possono inviare la dichiarazione per evitare l’addebito nella casa interessata.
Se invece nel nucleo familiare un’altra persona ha già versato il canone, il titolare deve comunque trasmettere una dichiarazione integrativa, chiamata quadro B. Così si attesta che il tributo è già stato pagato da qualcuno e si indica la data in cui si è iniziata la convivenza. Questo impatta sul dovuto: ci si può trovare con un esonero totale o un pagamento parziale a seconda del caso specifico.
Modifiche in corso d’anno e comunicazioni obbligatorie
Gestire il canone non si esaurisce con l’invio iniziale della dichiarazione: variazioni come l’acquisto di un nuovo televisore o cambi nel nucleo familiare vanno comunicati subito tramite il quadro C. Serve per aggiornare la posizione e permettere all’Agenzia di correggere l’addebito sulla bolletta.
La comunicazione vale dal momento della ricezione da parte dell’ente, così si evita di pagare male o non pagare affatto. Chi ci è già passato lo sa: il sistema – anche se può sembrare contorto ad alcuni – in realtà cerca di fare giustizia e di adattarsi alle situazioni diverse.
Burattinaio finale? L’invio della dichiarazione è un obbligo che si rinnova ogni anno. Anche chi ha avuto l’esonero in passato deve ripetere la procedura, sempre per evitare che il canone venga di nuovo incassato direttamente nella bolletta. Soprattutto in città grandi, dove spostamenti e cambi di famiglia sono una routine, questa attenzione non si può perdere.