L’università con il tasso più alto di studenti bloccati: iscrizioni in calo e record di fuori corso

Ogni anno, migliaia di studenti si trovano davanti a una scelta che, diciamolo, segnerà il loro futuro professionale: quale facoltà scegliere. La quantità di percorsi disponibili è davvero ampia e non basta affidarsi solo a ciò che piace, serve valutare bene anche la difficoltà di ogni corso e le prospettive lavorative che offrono. Spesso si sottovaluta che la complessità degli studi può incidere parecchio sulla possibilità di laurearsi nei tempi giusti. Gli ostacoli incontrati nelle varie facoltà pesano non poco sulle decisioni di studenti e famiglie.

Nel nostro paese, alcune aree di studio mostrano percentuali di disoccupazione tra i laureati neanche tanto basse. Per esempio, chi si laurea in discipline geo-biologiche si trova a fronteggiare un tasso di disoccupazione che supera il 23%. Anche chi studia materie umanistiche, tipo storia o letteratura, non sta granché meglio, con valori intorno al 22%. D’altra parte, corsi come Ingegneria o Scienze motorie – e similari scientifici – vantano una maggior facilità a trovare lavoro, con tassi tra il 6% e l’11%. Poi, se guardiamo agli abbandoni, quasi uno su quattro studenti non rispetta il piano di studi e, nel primo anno, più di 40.000 lasciano l’università. Numeri che fanno capire bene quanto serva capire davvero cosa si va a studiare prima di iscriversi.

Come valutare la difficoltà di una facoltà universitaria

A stabilire quanto un corso di laurea sia difficile non basta la sensazione soggettiva, anzi, è un dato che cambia molto a seconda dei parametri usati. Tra i più utili, ci sono la percentuale di esami superati al primo appello, la media voti degli studenti, quante persone accumulano ritardi e quante prendono voti bassi. In certi corsi, la laurea fuori tempo massimo riguarda oltre l’80% degli iscritti. Da non dimenticare un dato europeo: più di un quarto degli studenti abbandona l’università prima di finire, spesso perché fatica ad adattarsi ai ritmi nuovi, più impegnativi, rispetto alla scuola superiore.

L’università con il tasso più alto di studenti bloccati: iscrizioni in calo e record di fuori corso
Studenti universitari discutono e studiano su un tavolo, affrontando le sfide del percorso accademico e i problemi legati ai fuori corso. – studiotecnicoidea.it

C’è anche un aspetto più personale: motivazioni, capacità di organizzazione, orientamento alla carriera, l’appoggio della famiglia e la situazione economica giocano un ruolo fondamentale. L’università fa un po’ da spartiacque, rigido rispetto a scuola superiore: la frequenza spesso non è obbligatoria e lo studente deve imparare a gestirsi da solo. Una sfida che, per chi non ci è abituato, può rallentare o perfino far naufragare il percorso di studi. Chi vive nelle città degli atenei lo sa bene, osservando come adattarsi all’ambiente sia essenziale per andare avanti.

Le facoltà più impegnative in Italia: cosa le rende così difficili

Se si parla di corsi duri, quelli scientifici sono quasi sempre in cima alla lista. Ingegneria, Fisica, Matematica, Scienze farmaceutiche: chiedono una preparazione stringente e uno studio continuo. Qui non si tratta solo di memorizzare, serve ragionare e stare attenti ai dettagli. Gli esami sono duri, con programmi fitti e nessun margine per chi non vuole impegnarsi davvero.

D’altra parte, non scherzano nemmeno alcune lauree a ciclo unico, come Giurisprudenza e Veterinaria, dove volumoni da studiare e il livello di approfondimento richiesto pesano parecchio. Anche Chimica e tecnologia del farmaco hanno ritmi serrati, con continui controlli alla preparazione. Chi affronta queste facoltà conosce bene la mole di lavoro, ma sa anche che l’impegno può aprire porte in ambito scientifico, industriale o istituzionale, dove ci sono opportunità di rilievo.

La difficoltà non sta solo nel carico accademico. Pressione degli esami, gestione del tempo, stress: pesano ancora. Soprattutto nelle città universitarie più grandi – dove questi corsi sono molto frequentati ma anche con tanti abbandoni – è un problema evidente. Così la difficoltà non è solo contenuti, ma anche saper tenere insieme tutto quello che richiedono le aspettative e la vita personale, per mesi e mesi, anno dopo anno.

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