Spesso succede – e mica è raro – che, durante una chiamata per attivare un contratto luce e gas, si ritrovi inesperti ad avere sottoscritto anche una polizza aggiuntiva senza averlo chiesto davvero. Molti clienti se ne accorgono solo in un secondo momento, magari spulciando la bolletta o le email ricevute. Ecco che così emergono servizi extra, mai richiesti, ma attivati lo stesso. Il fenomeno, all’apparenza marginale, sta crescendo e finisce per incidere non poco sia sulle spese che – diciamo – sulla fiducia verso il settore utilities.
La scoperta inattesa nelle comunicazioni post-contrattuali
C’è chi, dopo aver accettato un’offerta telefonica, si ritrova con email che contengono documenti contrattuali in cui spuntano allegati relativi a polizze mai spiegate durante la telefonata stessa. Arrivano spesso disgiunti e senza un chiaro segnale che ne sottolinei l’importanza: difficile per il cliente accorgersi di tutto.

Basta pensare a un caso emblematico: un consumatore ha trovato tra le email un documento concernente una polizza chiamata “Be Smart”, di cui non aveva mai sentito parlare. Tale polizza, ovviamente, prevedeva un costo aggiuntivo che lui ha contestato, sostenendo di non aver dato alcun consenso consapevole. Da lì è nata una disputa, complicata da richieste di pagamento accompagnate – dettaglio non da poco – da minacce di sanzioni e spese legali.
Il punto è semplice: subito dopo la firma telefonica, alcuni operatori inseriscono clausole o contratti secondari approfittando, diciamo, della scarsa attenzione o informazione del consumatore. Anche se poco evidenziato, questo incide parecchio sulle spese finali legate all’energia.
Un fenomeno che mette in difficoltà i consumatori
Nel panorama italiano dell’energia, le segnalazioni su certe pratiche poco chiare non mancano. Alcuni operatori attivano polizze o servizi aggiuntivi accompagnandoli con documenti inviati per email – ma senza che il cliente li abbia davvero accettati, almeno in modo esplicito. L’assenza di un vero consenso rischia di configurare violazioni delle norme sulla chiarezza contrattuale.
Non aiuta la mancanza di prove concrete come registrazioni audio. Molte aziende si affidano a consensi impliciti o modulistica spedita via email: una strategia che rende più difficile fare reclami o ritirare l’adesione. L’invio frammentato e dilazionato nel tempo delle comunicazioni sfugge spesso all’attenzione, specialmente quando il consumatore è bombardato da notifiche e informazioni.
Questo scenario crea pressione. Molti clienti si trovano a dover affrontare richieste di pagamento che ritengono ingiuste, mentre si trovano pure ad affrontare minacce legali, senza tutele efficaci. Nelle città italiane, ormai – com’era prevedibile – cresce l’insoddisfazione verso il mercato energetico e i metodi commerciali adottati.
Come agire dopo la sottoscrizione di un contratto telefonico
Nei giorni dopo aver firmato al telefono, conviene restare vigili. Le prime 48-72 ore sono cruciali: serve controllare con attenzione ogni email ricevuta, soprattutto gli allegati che possono nascondere documenti per servizi aggiuntivi.
Oltre a controllare la posta, ricordarsi di visitare spesso l’area clienti proposta dai fornitori, per verificare eventuali contratti o attivazioni insolite. Se qualcosa non torna, meglio reclamare e approfittare del diritto di recesso entro 14 giorni dal momento in cui si riceve tutta la documentazione: così eviti spese per servizi mai richiesti davvero.
In caso di attivazioni non autorizzate, un’arma in più è inviare contestazioni tramite posta elettronica certificata (PEC), che offre una prova solida in eventuali dispute. Gli esperti suggeriscono: non farsi spaventare da minacce o pressioni legali se non si è firmato nulla. Serve maggiore trasparenza nelle vendite telefoniche e regole più severe per fermare queste cattive pratiche, proteggendo la fiducia di chi consuma e limitando situazioni complicate da sistemare.
Il problema sta crescendo e per molti è un vero grattacapo, considerando quanto il settore delle forniture energetiche sia, alla fine, una voce importante nelle spese di casa, specialmente in Italia, Nord o Sud che sia.