Perché molti proprietari si perdono la detrazione fiscale sui mobili del condominio?

Spesso, quando si parla di spazi condominiali, si trascura un’opportunità reale per valorizzare le aree comuni: la detrazione fiscale sugli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici. Il cosiddetto bonus mobili consente di recuperare metà della spesa effettuata, fino a un massimo di 5.000 euro, a patto che sia abbinato a interventi di ristrutturazione edilizia. Vale fino al 31 dicembre 2026 ed è riservato esclusivamente agli arredi destinati alle zone condivise, niente affatto a quelli privati. Chi si occupa di lavori in condominio dovrebbe conoscerlo bene, perché solitamente si pensa solo alle agevolazioni per singole unità immobiliari, dimenticando gli spazi comuni che – diciamolo – contano parecchio.

Per quali lavori in condominio si può usare il bonus mobili

Non tutti gli interventi di manutenzione o ristrutturazione danno diritto al bonus mobili negli spazi condivisi. Di solito si applica quasi esclusivamente nell’ambito della manutenzione straordinaria: per esempio, quando si rifanno o sostituiscono ascensori, scale di sicurezza, rampe d’accesso o servizi comuni come bagni. La manutenzione ordinaria invece resta un terreno più insidioso per la detrazione, anche se alcuni lavori – come la tinteggiatura o la sostituzione del pavimento nelle aree comuni – possono essere accettati. Tra gli interventi ammessi ci sono anche riparazioni strutturali, tipo cancelli e grondaie.

Perché molti proprietari si perdono la detrazione fiscale sui mobili del condominio?
Un soggiorno moderno con mobili in legno chiaro e scaffali illuminati, che evidenzia la necessità di una corretta valorizzazione degli spazi. – studiotecnicoidea.it

Però certi lavori, come quelli legati alla sicurezza contro le intrusioni o alle opere per parcheggi – box e posti auto inclusi – non rientrano nel bonus. E nemmeno le opere già agevolate da altre detrazioni, tipo l’Ecobonus. Se vivete in città – per dire, dalle parti di Milano o Torino – siete abituati a sentire spesso parlare di questo confine sottile tra ordinaria e straordinaria manutenzione, e di come decida l’accesso al bonus, stressando non poco chi gestisce gli spazi condominiali.

Cosa sono le parti comuni e come funziona il bonus mobili in condominio

Le parti comuni di un condominio rappresentano tutto ciò che serve a far funzionare e abitare insieme l’immobile: terreno, fondamenta, tetto, scale, corridoi. Ci sono pure i portoni d’ingresso, le facciate e gli impianti condivisi, come gli ascensori – insomma, roba che interessa e va a beneficio di tutte le famiglie dentro l’edificio. Quando si fa qualche lavoro di ristrutturazione su questi elementi, il bonus mobili si può pretendere solo per mobili destinati a questi ambienti.

L’amministratore gioca un ruolo chiave: deve gestire i pagamenti con bonifico parlante, controllare tutta la documentazione e fornire a ogni condomino le certificazioni per la dichiarazione dei redditi. Non è una passeggiata, specie se il palazzo è grosso e ci sono tanti condomini – qui la gestione delle spese si complica non poco, e li vedete in azione gli amministratori che sembrano domatori. Curioso a pensarci: anche arredi semplici, tipo una panca per l’ingresso comune, possono rientrare nel bonus, purché legati a lavori validi per l’agevolazione.

Cosa si può acquistare e come si devono pagare i beni per accedere alla detrazione

Si ottiene una detrazione Irpef del 50%, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro, per mobili e grandi elettrodomestici destinati alle parti comuni. Rientrano qui cucine, armadi, tavoli, letti, librerie, materassi e certi elettrodomestici con specifiche certificazioni energetiche. Per esempio, un forno deve essere almeno classe A, lavatrici e lavastoviglie sono ammesse dalla classe E in su, mentre per i frigoriferi la classe minima è F. Le spese per trasporto e montaggio, se tracciate, si possono aggiungere senza problemi.

Non ci si può affidare al contante o agli assegni: serve un pagamento tracciabile, tipo bonifico, carta di credito o debito. Se si opta per il pagamento rateale, la società finanziaria deve garantire pagamenti documentati e trasparenti. Conservare ricevute e fatture, o lo scontrino con codice fiscale (che, lo sappiate, vale come fattura per l’agevolazione), è un dettaglio non da poco, specie in caso di controlli.

Dal 2018, per certi elettrodomestici c’è l’obbligo di comunicare l’acquisto all’ENEA. Se non lo si fa, non si perde la detrazione, ma è meglio non rischiare richiami dall’amministrazione fiscale. Un aspetto tecnico spesso ignorato, ma che aiuta a tenersi in regola senza pensieri.

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