All’arrivo all’aeroporto più economico: voli low cost e destinazioni per ogni viaggio

Volare è ormai diventato un’abitudine per molti di noi, e trovare biglietti a prezzi bassi è tutt’altro che semplice. E non è solo questione di compagnia aerea. Piuttosto, un dettaglio che spesso sfugge è l’aeroporto di partenza o di arrivo. Scegliere uno scalo meno frequentato, quasi sconosciuto, può far risparmiare cifre anche notevoli, a volte superando le decine di euro. Nei grandi centri europei, soprattutto, le compagnie low cost spingono su aeroporti secondari per tenere bassi i costi operativi e – ovviamente – trasferire qualche vantaggio economico ai passeggeri. Un capitolo che pesa prima ancora che si salga sull’aereo, ecco perché.

I pro e i contro degli aeroporti principali

Nelle metropoli come Roma, Parigi o Londra, gli aeroporti principali sono – senza dubbio – nodi nevralgici internazionali. Traffico enorme, centinaia di voli ogni giorno, e un’offerta di destinazioni molto ampia. Gli spazi e i vari terminal sono studiati per accogliere tante persone, garantendo standard affidabili. Un vero vantaggio riguarda le connessioni rapide verso il centro città: come i treni diretti o le metro, che quasi sempre funzionano bene. Se abiti vicino a uno di questi hub, sai quanto conta la comodità del viaggio verso aeroporto, specie con valigie al seguito.

All’arrivo all’aeroporto più economico: voli low cost e destinazioni per ogni viaggio
All’arrivo all’aeroporto più economico: voli low cost e destinazioni per ogni viaggio – studiotecnicoidea.it

Ma la qualità si paga. I costi gestionali e le tasse aeroportuali, decisamente alti, finiscono spesso per gonfiare il prezzo finale del biglietto se si vola da uno scalo così importante. Il risultato? File e attese lunghe, tra controlli di sicurezza e check-in, che stressano e – a volte – rallentano parecchio l’iter prima dell’imbarco. Poi, non è raro dover cambiare terminal per raggiungere alcune destinazioni, e quel tempo extra può costare caro con coincidenze strette. Senza dimenticare: questi aeroporti impattano pesantemente sull’ambiente a causa dell’intenso traffico, con rumori forti e aria spesso pesante nelle zone limitrofe.

Come funzionano gli aeroporti secondari e cosa considerare

Gli scali minori, quelli che spesso sfuggono ai radar dei passeggeri meno esperti, lavorano su numeri più contenuti. Ne trae vantaggio chi usa queste strutture: imbarco più veloce, meno code. Le low cost prediligono questi aeroporti proprio per i costi di gestione più bassi e le tasse ridotte, e chi vuole risparmiare dovrebbe pensarci. E poi, c’è anche un elemento meno visibile ma reale: volare da uno di questi scali può cambiare di parecchio la spesa complessiva.

Naturalmente, qualche aspetto meno positivo va messo in conto. Spesso sono fuori mano, lontano dal centro città, e i collegamenti pubblici sono scarsi, meno diretti. Si rischia così di spendere tempo e soldi sul trasferimento, vanificando il risparmio del biglietto. Inoltre, meno voli significano meno opzioni: orari e destinazioni più limitati. Chi è abituato a viaggiare lo sa bene – per chi vola raramente, potrebbe sfuggire.

Chi vuole diminuire il costo del viaggio dovrebbe giocare anche sulle date e gli orari: puntare su giorni feriali o orari meno richiesti può dare vantaggi supplementari. Unendo questa scelta agli aeroporti secondari, si rende tutto più accessibile, magari anche meno stressante. Insomma, non basta il prezzo basso sul biglietto: considerare con attenzione tempo di spostamento, mezzi di collegamento e necessità personali è decisivo. Solo così si tagliano davvero le spese senza sorprese.

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