Con l’arrivo dell’inverno capita spesso che arrivi un mal di testa senza un motivo preciso. Non sempre è legato all’influenza, eppure disturba parecchio chi lo prova. Il freddo, l’aria secca e i continui sbalzi di temperatura cambiano l’equilibrio del corpo – lo rendono più sensibile a questo fastidio, diciamo. Capire quando è solo un semplice disagio o qualcosa di più serio aiuta a tenere la situazione sotto controllo.
Non è solo colpa del freddo. Diversi fattori possono far scattare o peggiorare il dolore. Con l’inverno vengono meno le ore trascorse all’aperto, e dentro casa o in ufficio il riscaldamento asciuga l’aria. Tutto questo altera l’organismo. Così, il mal di testa, specie se accompagnato da altri sintomi, può essere un campanello d’allarme. Chi vive nel Nord Italia, dove gli inverni sono rigidi, lo sa bene: tenere d’occhio questi aspetti fa la differenza.
Le cause principali del mal di testa nei mesi freddi
Il motivo è quasi sempre da cercare nei cambiamenti ambientali e climatici che influiscono sul corpo. Passare rapidamente da caldo a freddo provoca una reazione nel sistema circolatorio, con una fase di contrazione dei vasi sanguigni seguita dalla loro dilatazione. È un gioco che irrita le terminazioni nervose, generando dolore – semplice e a volte fastidioso.

Da non trascurare la disidratazione e la secchezza dell’aria, spesso causate dagli impianti di riscaldamento interno. Li troviamo ovunque, a casa come in ufficio, e proprio queste condizioni peggiorano il malessere – anche in chi di solito non soffre di cefalea. Ecco, c’è anche lo stress che si somma, più le variazioni di pressione atmosferica; aspetti poco riconosciuti ma confermati dagli esperti.
Quando il mal di testa è legato al freddo, spesso si avverte una sensazione di pressione su fronte, tempie o dietro gli occhi. Non ci sono altri sintomi generali e dura poco, senza compromettere lo stato di salute. Chi abita in zone con climi rigidi ci convive, senza fare troppo caso.
Come riconoscere il mal di testa che precede l’influenza
Arriva il mal di testa insieme a febbre alta, dolori muscolari, brividi e una stanchezza generale? Magari è il primo segnale dell’influenza che sta per scoppiare. In quei casi, il dolore si fa più intenso, diffuso e poco risponde ai rimedi tradizionali.
Dietro c’è una risposta infiammatoria sistemica: il corpo mette in allerta il sistema immunitario per combattere il virus. Le sostanze rilasciate aumentano la sensibilità nervosa e fanno male di più. Non è raro – anzi – che il mal di testa anticipi la febbre o altri sintomi tipici del virus influenzale.
Osservare come evolvono i sintomi nelle prime 24-48 ore può dire molto. Di solito il dolore cresce all’inizio, poi cala con la reazione del sistema immunitario. Spesso arriva anche una sensazione di testa pesante e stanchezza mentale, due aspetti che spesso si ignorano ma che raccontano molto del decorso della malattia.
Quando è il momento di chiedere aiuto
Un mal di testa isolato e leggero si può affrontare con riposo, un po’ d’acqua e aria fresca che circola. Se però il dolore si accompagna a sintomi più gravi – come confusione, rigidità al collo o vomito che non passa – allora bisogna consultare un medico per escludere situazioni più complicate.
Se il mal di testa compare assieme all’influenza, servirà prendersi il tempo per riprendersi, limitando le normali attività. I farmaci? Vanno presi solo dopo aver parlato con lo specialista, così si evitano inutili problemi o tempi più lunghi di recupero.
Capire i mal di testa in inverno aiuta a conoscere meglio come il corpo reagisce agli stimoli stagionali e alle infezioni – ecco perché è utile prepararci meglio per la stagione fredda. Un fatto che, dalle parti di Milano o in tutto il Nord Italia, si sente più che mai, visto che il clima rigido è la norma – e non sempre facile da gestire.